“Sono soddisfatto, perché penso si tratti di una legge utile, che guarda avanti verso una società aperta al dialogo sociale ed allo scambio culturale”.

Così il presidente Vasco Errani ha commentato l’approvazione della nuova Legge regionale sull’immigrazione, varata dal Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna.

Si tratta della prima legge di stampo federalista sul tema dell'immigrazione affrontata da una Regione dopo la riforma del Titolo V della Costituzione.

La nuova legge facilita l´accesso ai servizi già esistenti in un contesto universalistico e sposta l'attenzione dai problemi dei nuovi arrivi per occuparsi dei cittadini immigrati che già risiedono in Emilia-Romagna, circa il 6% della popolazione, o abbiano chiesto di poter vivere e lavorare in regione.

Le novità della legge

Sono numerose le innovazioni introdotte dalla legge, denominata “Norme per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati” e destinata a superare le leggi regionali 14/90 e 2/03.

Ecco in sintesi alcuni dei punti principali: 

Ø      un programma triennale di attività sull’immigrazione per rafforzare l’integrazione delle politiche regionali, anche in raccordo con il Piano sociale regionale e i Piani di zona;

Ø      promozione dell’integrazione sociale attraverso la partecipazione dei cittadini stranieri alla vita pubblica, con strumenti di rappresentanza nell’ambito delle istituzioni locali;

Ø      consulenza legale contro le discriminazioni razziale etnica, nazionale o religiosa, con l’introduzione di nuove tutele così come previsto da direttive europee;

Ø      la Consulta regionale sull’immigrazione avrà come vicepresidente uno straniero;

Ø      definizione di una chiara ripartizione di compiti tra Regione, Province e Comuni;

Ø      attivazione di una nuova funzione di osservazione del fenomeno migratorio, con l’obiettivo di indicare annualmente il fabbisogno lavorativo nella regione;

Ø      allargamento della platea dei destinatari degli interventi della legge anche ai richiedenti asilo ed ai rifugiati;

Ø      contributi per spese alle Province ed al Terzo settore su interventi di integrazione sociale, quali ad esempio sportelli informativi, corsi di lingua, centri ed iniziative interculturali;

Ø      interventi per le politiche abitative (promozione di agenzie per la casa per favorire l’incontro tra domanda e offerta, alloggi sociali, centri di prima accoglienza). La Regione intende anche promuovere forme sperimentali di intervento promosse dalle parti sociali (datori di lavoro, ento locali, sindacati) per affrontare congiuntamente il tema dell’inserimento lavorativo e della casa;

Ø      sostegno a programmi di istruzione e di formazione professionale;

Ø      in campo sanitario, oltre le pari garanzie, la nuova legge sancisce l’opportunità che nell’ambito degli interventi rivolti a cittadini stranieri si tenga conto delle culture dei paesi d’origine e si sviluppino i centri di informazione. Allo stesso tempo si sottolinea la necessità di interventi volti a rispondere alle problematiche nel campo della sessualità, procreazione e nascita, oltre che ad eliminare pratiche lesive della condizione umana e dell’integrità fisica delle donne, pratiche persistenti e connesse a culture originarie.

Il punto

"La nostra legge - ha commentato il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani  - si inserisce positivamente in un insieme di politiche che vogliono dare ai cittadini risposte concrete, delineare in modo equilibrato una prospettiva positiva per l´Emilia-Romagna, migliorare la qualità del nostro vivere civile".

"Per questo - ha proseguito Errani - abbiamo lavorato per superare dispute ideologiche e drammatizzazioni, guardando ai diritti e doveri dei 230 mila cittadini immigrati della nostra regione in termini di lavoro, casa, formazione, politiche di integrazione: sul modello delle indicazioni provenienti dall´Unione europea. Non a caso, il tema dell´immigrazione è un punto qualificante del nostro Patto per la qualità dello sviluppo, recentemente siglato con l´apporto di tutta la comunità regionale".

"In questo modo - ha ribadito Errani - sono convinto di interpretare al meglio uno dei tratti essenziali della nostra identità, che ha la coesione sociale come base fondante della propria esperienza civile e del processo di sviluppo".

"In Emilia-Romagna - ha concluso quindi il presidente Errani - esiste già una rete di soggetti che supporta l´azione pubblica in materia di immigrazione: dai sindacati ai datori di lavoro, dall´associazionismo culturale al terzo settore. Oltre agli enti locali, saranno proprio questi soggetti a tradurre la legge, nelle azioni concrete proprie di una società dell’accoglienza".